ROMA, 23 febbraio 2007. - Sono riprese alle 9 di stamani le consultazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per risolvere la crisi di governo determinata dalle dimissioni del presidente del Consiglio, Romano Prodi.
LA DC: UN GOVERNO PONTE
Un governo ponte per superare la crisi. Questa la proposta della Democrazia Cristiana, emersa durante i colloqui con il Capo dello Stato al secondo giorno di consultazioni al Quirinale. Secondo Giampiero Catone, leader della Dc, è necessario «porre in essere un governo ponte che possa assolvere agli impegni e agli obblighi, in primis quelli internazionali». Secondo Catone il governo ponte dovrebbe «andare rapidamente ad una riforma della legge elettorale per ricondurre gli italiani alle urne».
IL NUOVO PSI: UN GOVERNO DI LARGHE INTESE
«Serve un governo di larghe intese che proceda alla riforma istituzionale ed elettorale rapidamente». Lo ha dichiarato Gianni De Michelis ascoltato dal capo dello Stato in rappresentanza del Nuovo Partito Socialista, nell’ambito delle consultazioni in seno alla crisi del governo.Il Partito Repubblicano Italiano ha ribadito «la necessità di un governo fortemente rappresentativo con un programma limitato che costruisca in prospettiva vaste intese».
LA RICETTA DELLA LEGA: ELEZIONI ANTICIPATE
Elezioni anticipate: questa è la ricetta della Lega nord per metter fine alla cisi di governo. La delegazione leghista -composta da Roberto Castelli, Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Andrea Gibelli- salita al Quirinale per le consultazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dà questa indicazione secca.
«La posizione della Lega è molto chiara -sottolinea Castelli al termine dei colloqui con il capo dello Stato- crediamo che di fronte a questa crisi di governo Prodi, che in realtà è durata per tutto l’arco di questo primo scorcio di legislatura, in quanto in Senato non esiste una chiara maggioranza, non si possa far altro che prendere la strada maestra che c’è in democrazia: il ritorno di fronte al popolo».
L'UDC: L'INCARICO AD UN'ALTA PERSONALITA'
«Conferire l’incarico ad un’alta personalità che formi un governo di responsabilità nazionale con un programma chiaro e definito» a partire «dalla modifica della legge elettorale basata sul modello tedesco». Questa la proposta che la delegazione Udc ha fatto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che questa mattina ha ricevuto al Quirinale il segretario del partito Lorenzo Cesa e i capigruppo di Camera e Senato.
«Ogni rattoppo rischia di essere solo un’inutile perdita di tempo - ha riferito Cesa al termine della consultazione - con il pericolo di aggravare i problemi del paese».«L’Italia - ha detto Cesa - ha bisogno di un governo serio ed autorevole. È necessario prendere atto che la maggioranza non è autosufficiente, né politicamente né numericamente».
AN: NO A UN ESECUTIVO CHE SI REGGE CON I VOTI DEI SENATORI A VITA
Un governo coeso che abbia i numeri in Parlamento per governare e, soprattutto, che al Senato dimostri di poter contare sulla maggioranza dei voti senza il ricorso ai senatori a vita.
È questa la posizione espressa dal presidente di An Gianfranco Fini, al termine delle consultazioni al Quirinale con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «L’Italia ha bisogno di un governo che goda di una maggioranza politicamente coesa e numericamente autosufficiente e indiscutibile -sottolinea Fini- Un’affermazione di principio valida sempre e comunque ma relativa in particolar modo al Senato.
È la ragione per la quale -spiega il leader di Alleanza nazionale- abbiamo ribadito al capo dello Stato che al Senato il nuovo governo dovrà godere di una maggioranza non soltanto politicamente tale in ragione dell’adesione di un programma, ma soprattutto di una maggioranza che sia composta unicamente da senatori eletti».
FORZA ITALIA: BASTA GOVERNO PRODI
Basta con il Governo Prodi «che ha già fatto abbastanza danni al Paese».
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi esce dal colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per le consultazioni al Quirinale e spiega chiaramente la sua posizione: «Abbiamo chiesto al presidente della Repubblica, per il bene del nostro Paese, che ha potuto godere con il governo della Casa delle libertà di stabilità e prestigio internazionale, che non vi siano riedizioni dell’Esecutivo Prodi che ha già fatto abbastanza danni».
Berlusconi non ha fatto alcun riferimento diretto alla necessità di andare subito al voto. Berlusconi snocciola, uno per uno, quelli che secondo lui sono «i danni» fatti dal Governo Prodi all’Italia: «Ha compromesso la credibilità internazionale del Paese, ha aumentato le tasse ai cittadini, ha distrutto le riforme faticosamente realizzate dal precedente Governo, ha bloccato la gran parte delle opere pubbliche già avviate». «Per il bene del Paese» è dunque il momento, per Berlusconi, di chiudere l’era Prodi.
MASTELLA: PRODI PUO' AVERE ALTRI CONSENSI
«Siamo convinti che il chiarimento intercorso nel centrosinistra consenta al presidente del Consiglio Prodi di vedere riconfermata la fiducia all’esecutivo con un voto parlamentare» e che dopo i punti indicati alla luce del chiarimento definito all’interno del centrosinistra, si possano «recuperare ulteriori consensi parlamentari».
Lo ha affermato il ministro della Giustizia e leader dei Popolari-Udeur Clemente Mastella al termine del colloquio che la delegazione del suo partito ha avuto con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Credo che i numeri ci siano», ha detto ancora il Guardasigilli rispondendo poi alle domande dei giornalisti.
D'ALEMA
«Romano Prodi ha indicato con molta chiarezza le scelte fondamentali che debbono caratterizzare un rilancio dell’azione di governo, e su questa base si può ripartire». Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri Massimo D’Alema ai microfoni di SkyTg24. Alla domanda se in un nuovo esecutivo guidato da Prodi manterrà l’attuale incarico D’Alema ha risposto: questo lo deve decidere sempre il presidente del Consiglio».
Da La Stampa.it
