27 gennaio 2007. - E’ all’insegna del made in Italy d’alta gamma il salone nautico di Düsseldorf, che resterà aperto fino a domenica prossima. I big della nostra industria nautica, che si avvicinano agli 800 milioni d’euro di fatturato ciascuno, ossia i gruppi Azimut-Benetti e Ferretti, si fronteggiano con i due maggiori stand della rassegna nautica (220 mila metri quadrati).
Le novità
«Un mercato per noi in grande sviluppo è quello russo» afferma il bolognese Norberto Ferretti, presidente dell’omonimo gruppo che proprio a in Germania ha perfezionato il nuovo assetto societario. Ferretti, che è uno sportivo e ha già vinto un campionato del mondo off shore, la Formula 1 del mare, ha rivelato una sua aspirazione: «Prima di andare in pensione spero di conquistare il Nastro Azzurro con un bolide in alluminio di 35 metri». Il record venne battuto nel 1992 da Cesare Fiorio, al comando del mega yacht dell’Aga Khan Destriero costruito da Fincantieri. Andò da New York alle coste inglesi in due giorni, 10 ore e 54 minuti alla spettacolare media di 53,09 nodi. «Con la tecnologia attuale si può fare meglio», dice Norberto Ferretti.
A Düsseldorf il gruppo Ferretti ha anche annunciato le novità 2007 che vedremo a settembre a Cannes e a ottobre a Genova. Sono il Motor-Yacht Ferretti 81RPH di metri 27, dotato di una postazione di comando sopraelevata che domina il mare; la Lobster Mochi Craft Dolphin 64 Fly di metri 20 e la navetta di 26 metri CRN, tranquilla villa navigante dotata di tutti i confort concepita per chi vuole la seconda casa sul mare e non ama la velocità.
Il torinese Paolo Vitelli, proprietario del gruppo Azimut-Benetti, leader mondiale nella produzione di mega yacht, sta ottenendo in questo momento un grande successo di vendita negli Emirati Arabi. Non a caso il 12 marzo presenterà a Dubai il nuovo open 103-S di 31 metri. E’ un bolide che viaggia a 37 nodi, mosso da due idrogetti Rolls Royce, la cui spinta è garantita da una coppia di diesel MTU da 2434 cavalli ciascuno.
Lo sbarco in Cina
«Il 103-S è frutto di un importante sforzo tecnico e progettuale - dice Vitelli - si è riusciti a coniugare la complessità di costruzione di un grande yacht sportivo alla ideazione di spazi inediti che garantiscono all’armatore privacy assoluta». Partendo dall’export in Dubai è facile far cadere il discorso sulla Cina, dove si vendono molte Ferrari e Maserati, ma ancora poche barche. «In quelle acque è difficile navigare per i molti divieti esistenti - dice Vitelli - ma si cominciano a vendere i nostri yacth. Questo perché i cinesi stanno costruendo grandi marine, con ville affacciate sul posto barca. Per il momento si compra lo yacth come status symbol ormeggiato davanti casa, anche se poi non lo si usa quasi per niente».
Vitelli, come ex presidente degli industriali del settore, è preoccupato per il mercato interno, dopo gli aumenti decisi dal governo dei canoni demaniali nelle aree dove si costruiscono i porticcioli. «Non è un problema per la nostra industria, che continua ad esportare con successo, ma è un ostacolo alla diffusione del turismo nautico in Italia».
LE CIFRE
23,4 miliardi Il fatturato in Europa
Realizzato da circa 37.200 aziende con un numero complessivo di 272 mila dipendenti.
200 mila barche vendute
Quasi il 90 per cento ha dimensioni inferiori a 7,5 metri.
5-6% Le stime di crescita
E’ l’incremento annuale previsto per i prossimi cinque anni.
Da La Stampa.it
