BRASILIA, 1 ottobre 2006. - La battaglia del presidente Luiz Inacio Lula da Silva contro una giustizia che lo ha indagato per lo scandalo del dossier acquistato dai suoi del Partito dei Lavoratori per screditare i socialdemocratici e contro l'opposizione pronta a sfruttare il favorevole momento scandalistico all'interno del PT, finirā oggi con le elezioni generali in cui, nonostante il difficile momento politico, i sondaggi lo indicano come vincitore assoluto, senza escludere una vittoria al primo turno.
Vanno al voto 126 milioni di brasiliani per eleggere il presidente, 513 deputati e 27 senatori, oltre a 27 governatori e a 1.059 deputati degli Stati federali. Le principali cittā, come Rio de Janeiro e San Paolo, verranno presidiate da uno schieramento imponete delle forze dell'ordine: si parla di 80mila uomini, senza contare le altre cittā altrettanto sotto controllo del Paese.
Sono otto i candidati alla presidenza, ma i riflettori sono tutti puntati su Lula, alla sua quinta candidatura presidenziale, e sul socialdemocratico Geraldo Alckmin, distanziato tuttavia di quasi 24 punti secondo l'ultimo sondaggio di questa settimana, che assegna a Lula la vittoria giā domenica con il 51,5% delle intenzioni di voto. La terza candidata č Heloisa Helena, a cui gli ultimi sondaggi assegnano il 5,7% delle intenzioni di voto, e che č sostenuta da un gruppo di partiti che potrebbero essere determinanti in caso di ballottaggio: il partito socialismo e libertā, il partito socialista dei lavoratori uniti e il partito comunista brasiliano.
Da la Stampa Web
