4 settembre 2006. - La febbre dell'ibrido non accenna a diminuire. Specie negli Usa, dove le vetture a doppia alimentazione (elettrico/benzina) rappresentano ormai un importante fenomeno di mercato, e non più semplicemente un trend modaiolo. L'ultima trovata è un ibrido "estremo" al quale stanno lavorando Ricardo, tra i maggiori fornitori di componenti all'industria automobilistica, e AFS Trinity Power Corporation che collabora con la Nasa e aeronautica militare.
L'obiettivo è ambizioso: creare una vettura capace di percorrere 250 miglia con un solo gallone, che vuol dire cento chilometri con un litro. Come? Grazie a una nuova tecnologia, in attesa di brevetto, che "amplifica" il raggio di azione in modalità elettrica, con il "plug-in" che collega la vettura alla presa della corrente e un sistema di distribuzione dell'energia completamente riprogettato.
Secondo i calcoli delle due aziende, in questo modo si arriverebbe a percorrere quasi settanta chilometri con il solo motore elettrico senza mai utilizzare il combustibile tradizionale.
L'autonomia sufficiente a coprire gli spostamenti dell'automobilista americano medio, che secondo altre stime del dipartimento dei trasporti, percorre più o meno sessantacinque chilometri al giorno. Insomma, sarebbe come avere un'auto elettrica superando, però, quei limiti che ne hanno decretato il fallimento: in gergo i tecnici la definiscono "la libertà percepita dell'automobilista", ovvero la possibilità di poter circolare quanto gli pare e piace, magari deviando il percorso, senza l'ansia di dover correre a casa a ricaricare le batterie.
"Il costo di gestione di un ibrido estremo - dichiara Edward Furia di AFS - sarà minore rispetto ad una macchina normale e riuscirà persino a compensare il prezzo più alto di listino. Il risparmio in cinque anni sarà di 11.000 dollari". Prima di farsi due calcoli è bene sapere che questi ibridi sperimentali non saranno pronti prima di due anni.
