Islam, al via l'incontro con il Papa
L'incontro voluto dal Papa con i rappresentanti del mondo islamico
Moltissime le adesioni, 22 i diplomatici nella Sala degli Svizzeri.

ROMA, 25 settembre 2006. - L'applauso dei rappresentanti islamici ha accolto l'ingresso del Papa nella sala degli Svizzeri di Castel Gandolfo. Un evento unico nel suo genere se si pensa che sono oltre 40 i rappresentanti del mondo islamico che questa mattina siedono accanto al pontefice il cui discorso sul dialogo interreligioso è molto atteso. Tra questi, 22 ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana accreditati presso la Santa Sede. All'udienza prendono parte anche 16 membri della Consulta islamica in Italia e 3 rappresentanti del Centro islamico culturale in Italia e della Lega musulmana mondiale invitati dal Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Inoltre è presente il cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

L'elenco definitivo dei partecipanti, appena diffuso dalla sala stampa vaticana, registra anche la presenza di Siria e Tunisia. Per la Siria è invitato l'incaricato di affari, signora Chaghaf Kayali, residente a Parigi, e per la Tunisia l'incaricato d'affari Mohamed Fawzi Blout, residente a Berna. Non è presente il Sudan.

L'incontro, promosso dalla Santa Sede, avviene all'indomani delle polemiche suscitate dall'ormai celebre discorso di Ratisbona pronunciato dal Papa e ha lo scopo di rilanciare il dialogo fra la Santa Sede e l'Islam.

Secondo quanto si è appreso, il protocollo dell'incontro non consentirà ai partecipanti di prendere la parola: dopo il saluto del cardinale Poupard, infatti, Benedetto XVI pronuncerà il suo discorso. Poi i partecipanti potranno salutare personalmente il Papa.

Per questo motivo Hamza Piccardo, portavoce dell'Unione delle Organizzazioni e Comunità Islamiche in Italia (Ucoii), la sigla più rappresentativa dei musulmani del nostro Paese, annuncia la presentazione al Papa di un documento "che spiega la nostra posizione e ricorda che non abbiamo mai gridato contro di lui". L'idea nasce dall'esigenza dell'Ucoii di spiegare le proprie posizioni che si differenziano da quelle di altre associazioni islamiche.

 

Da Repubblica.it