Immigratti contro immigrati

La storia si ripete con le nuove leggi in Arizona.

 

8 maggio 2010. -Gli studenti americani di tutte le razze e di tutte le religioni sono cresciuti con l’idea che gli Stati Uniti fossero una terra di immigrati, una nazione costruita da gente che aveva scelto l’America per le sue promesse e le sue opportunità. Ora sarà difficile conciliare questa idea con quello che sta accadendo in Arizona, scrive sul Gulfnews Gordon Robison, professore di scienze politiche all’Università del Vermont.

Lo scorso mese il governatore dello Stato ha firmato una legge contro l’immigrazione clandestina che getta pesanti ombre su tutte le persone che non hanno la “pelle bianca”, e in particolare sugli ispanici, che rappresentano un terzo dell’intera popolazione dell’Arizona. Secondo la nuova norma, la polizia ha il diritto di fermare chiunque sia “ragionevolmente sospettato” di essere entrato illegalmente in territorio americano.
A chi si chiede come mai gli Stati Uniti abbiano assunto una posizione così ferma nei confronti dell’immigrazione, Robison risponde sostenendo che la storia tende a ripetersi: a metà del XIX secolo furono gli americani di origine inglese a tentare di fermare lo sbarco degli irlandesi.

 

(NoveColonne ATG)

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