Un nobel sorprendente

Di Emanuela Medoro.

 

12 ottobre 2009. - “In politica contano gli ideali, più che i risultati”, “Wow, speriamo che me lo meriti”, questi i primi commenti di Barack Obama riportati dalla grande stampa all'annuncio del suo premio Nobel per la pace.

Stanca della politica di quelli che badano al sodo, ovvero alla politica dei conti a vantaggio dei forti, pensionata statale che paga un Irpef altissimo prelevato alla fonte, finalmente sento un richiamo agli ideali, che ci devono pur essere al di là ed al di sopra dell' amministrazione, ovvero dei conti del dare e dall'avere, che si diffondono dall'alto in basso avvelenando, letteralmente, i rapporti umani fra chi ha e chi non ha, chi ha poco e chi ha troppo.

Dunque da Barack Obama un forte richiamo agli ideali, ben venga. Quando pronunciò il suo discorso ufficiale per l'insediamento alla Casa Bianca parlò della speranza che si possa aprire un pugno. È per quella speranza, da lui affermata in tutto il mondo con straordinarie capacità di comunicatore, che è stato premiato. Per la realizzazione di quella speranza, è troppo presto. Ma di speranza in un mondo migliore, evidentemente, ce n'era proprio bisogno. Cerchiamo ora di capire in che cosa consiste e da dove viene il suo sogno e la nostra speranza.

Barack Obama, primo presidente nero degli USA, con i suoi fratelli e sorelle keniani e birmani è l'incarnazione più riuscita del multiculturalismo che ha sostituito negli USA l'idea di melting pot, cioè di un grande calderone che tutto assorbe e tutto trasforma secondo i modelli socio-economici e di comportamento dei wasps, la classe dominante dei bianchi anglosassoni protestanti a cui appartenevano i padri fondatori della confederazione americana.

Professore di Diritto Costituzionale, proveniente dalla Scuola di Legge di Harvard, dove è stato il primo nero a dirigere la rivista interna della facoltà, ha insegnato per 10 anni Diritto Costituzionale alla Scuola di Legge di Chicago. La sua presidenza, dunque, è anche la riscossa della buona cultura sull'ossessione della paura del terrorismo, sul rigido formalismo, sui cappelloni e gli stivali da cowboy del Texas di G.W. Bush.
L'ispirazione politica del nuovo premio Nobel per la pace ha alla sua base una forte etica che considera le differenze di razza, lingua e religione una ricchezza da valorizzare nelle comunità piuttosto che una caratteristica da mortificare in nome di modelli ritenuti superiori. Nel suo libro The Audacity of Hope Barack Obama esplicita i contenuti del suo richiamo agli ideali della politica.

I modi di dire, le frasi ed il lessico usati nel volume esprimono una profonda passione per il diritto costituzionale e la politica ad esso strettamente collegata, politica vista come la più bella ed alta espressione possibile di uno spirito laico che si mette al servizio della comunità, locale e globale ignorando meschinità, rivalità, litigiosità, e corsa al rapido arricchimento personale. Esprimono i sentimenti profondi del vivere civile, quelli della libertà di pensiero, della parità dei diritti e delle opportunità, del superamento di tutte le discriminazioni razziali, culturali e di genere, e racconta fatti ed esperienze vissute collegandole a concetti astratti di diritto e politica in modo così efficace da riconciliare con l'idea di politica, non più una cosa sporca da cui tenersi alla larga (secondo tanti miopi benpensanti), ma il vivere civile cui partecipare secondo i propri mezzi e la propria cultura, con il fine della solidarietà sociale e del progresso della democrazia. Le differenze di opinione intorno ai singoli argomenti sono concretamente espresse in fatti e proposte politiche coerenti volte a superarle, piuttosto che con astratte posizioni accademiche.

Per dovere di cronaca riporto il commento dei repubblicani in circolazione sul web alla strabiliante notizia:Amici, il premio Nobel per la pace a Barack Obama mette il carro davanti ai buoi (puts the cart before the horse). Ricordiamo ai democratici che slogan alla moda e stima internazionale non creano nuovi posti di lavoro, non riducono il debito pubblico, e non mantengono il nostro paese al sicuro in un mondo pieno di pericoli. Frasi negative, e l'ossessione della paura e dei conti in tasca.

 

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