Il monito del Presidente dopo l'aggressione a Berlusconi.
15 dicembre 2009. -
Vi è una "esasperazione pericolosa della
polemica politica, della lotta politica in
Italia. E bisogna fermarla". Il severo
monito viene dal presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, che l’ha espresso in
un’intervista rilasciata al direttore del
Tg2, Mario Orfeo. "D’altra parte non è la
prima volta che lo dico -prosegue
Napolitano- Dopo quello che è accaduto ieri
sera a Milano sono costretto a ripeterlo. È
stato aggredito e ferito il presidente del
Consiglio e anche se risulterà essersi
trattato del gesto di uno squilibrato
dobbiamo esserne tutti ugualmente allarmati.
E quando dico tutti intendo tutti gli
italiani che credono nella democrazia e che
voglione vedere garantita nel nostro Paese
una pacifica convivenza civile".
"Moderare le parole" "Dunque il senso delle mie dichiarazioni di ieri sera è impediamo subito, risolutamente che rinascano forme di violenza che l’Italia in un passato non lontano ha già conosciuto e duramente pagato", sottolinea Napolitano ribadendo quanto già affermato ieri dopo l’aggressione a Berlusconi e aggiungendo: "Il mio appello è rivolto a tutti, in nome di un dovere di imparzialità che io ho sempre rispettato e che sono deciso a rispettare. E in questo momento davvero non ha senso che gli uni diano le colpe agli altri, per il clima che si è creato, la verità è che se si ha un senso della comune reponsabilità si deve tornare ad un normale, civile confronto tra le diverse parti politiche e tra le diverse istituzioni. Bisogna rispettarsi reciprocamente, bisogna misurare le parole ovunque si parli, pesare i giudizi e non estremizzarli, si parli nelle piazze, nei congressi di partito, alla televisione".
"Ciascuno faccia la sua parte" "Faccia ciascuno la sua parte e resti nei limiti del proprio ruolo, il Paese deve essere governato serenamente, per vedere affrontati i suoi tanti problemi. All’opposizione tocca, ed è una funzione essenziale in un sistema democratico, controllare, criticare, proporre con tenacia in un Parlamento che, come dice la Costituzione, è eletto per cinque anni. Quindi non si alimenti la tensione nè da una parte, cercando scorciatoie, nè dall’altra parte, vedendo complotti, anzichè riconoscere dissensi. Ciascuno faccia la sua parte restando nei limiti del proprio ruolo che sono fissati in Costituzione: La politica, il governo, l’opposizione la giustizia e dunque gli organi preposti all’attività giudiziaria. Ai cittadini -conclude Napolitano- posso soltanto rivolgere, in estrema sintesi, un invito ad avere fiducia in tutte le istituzioni, a rispettarle, a mostrare quel senso di responsabilità che l’interesse comune richiede, l’interesse generale del Paese urgentemente richiede. Questo è il momento per assumere comportamenti conseguenti".
(il Giornale.it)