Eclisse lunare totale,
lo show a Città del Messico
Mercoledì prossimo l’eclisse più interessante del 2008.

20 febbraio 2008. - Lo Sshow della Luna al Zocalo, la piazza principale di Città del Messico.16 febbraio 2008. - Lo spettacolo vale la pena. Mercoledì 20 la Luna scomparirà nell’ombra della Terra. Sarà l’unica eclisse del 2008 davvero interessante per chi osserva il cielo dal continente americano.

A Città del Messico gli organizzatori stanno preparando un evento gigante nel Zocalo, la piazza principale della capitale messicana. Si installeranno telescopi per il pubblico e ci saranno conferenze di importanti personalità. Lo show della Luna comincerà all ore 18, ora del centro del Messico.

L’inizio della fase parziale dell'eclisse si verificherà alle ore 19,42 di mercoledì. La fase totale avrà inizio alle ore 21 e raggiungerà il massimo 26 minuti dopo. Finirà 9 minuti prima delle dieci. Alle 23,09 la Luna uscirà completamente dalla penombra. Durante il fenomeno, il nostro satellite risulterà diecimila volte meno luminoso di quanto normalmente appare quando è pieno.

Si ha una eclisse totale di Luna quando Sole, Terra e Luna sono allineati in questo ordine e la Luna si trova ad attraversare il piano dell’orbita terrestre. Le eclissi totali di Sole riguardano sottili strisce di territorio e quindi per un dato luogo sono molto rare: in media una ogni 400 anni. Quelle di Luna appaiono più frequenti perché sono visibili da tutto l’emisfero della Terra immerso nella notte. Una eclisse totale di Luna si può seguire perfettamente a occhio nudo. Un binocolo permetterà però di seguire meglio l’avanzare dell’ombra, e un piccolo telescopio ci mostrerà anche le sfumature di colore che l’ombra assume mescolandosi con il colore dei “mari” e delle “terre” lunari. In generale, il colore della Luna eclissata tende al rossastro scuro. Ciò si deve al filtro esercitato dall’atmosfera del nostro pianeta. L’atmosfera infatti devia per rifrazione la luce solare, e questo è il motivo per il quale la Luna non scompare del tutto neppure al culmine della totalità, e assorbe in prevalenza i colori con lunghezza d’onda minore, lasciando passare meglio la luce rossa.

Per godersi una eclisse di Luna, la cosa migliore è mettersi comodi su una sedia a sdraio muniti di un binocolo da 8-10 ingrandimenti e con un obiettivo di 40-50 millimetri. Questo strumento servirà a cogliere perfettamente i primi e gli ultimi istanti del passaggio nell’ombra terrestre, e anche a seguire lo spostamento dell’ombra sui crateri e sui “mari” della Luna. A occhio nudo però è più viva l’emozione di vedere la Luna diventare gradualmente di un color rosso scuro, sanguigno (gli antichi parlavano di “colorazione cuprea”, cioè color del rame), quasi nero. Interessante è notare la rotondità dell’ombra, fatto che permise già agli antichi di dedurre che la Terra è sferica e ha dimensioni circa tre-quattro volte maggiori della Luna.

Se si usa un piccolo telescopio, è bene tener basso l’ingrandimento, sotto le 50 volte, in modo che la Luna stia per intero nel campo. Il contorno dell’ombra terrestre visto al telescopio sarà molto sfumato e quindi meno identificabile che ad occhio nudo o con il binocolo, ma può essere interessante seguire il cambiamento delle sfumature di colore delle varie regioni lunari.

Come già accennato, durante la fase di eclisse totale, la luminosità della Luna piena si riduce a un decimillesimo, ma non tutte le eclissi sono ugualmente oscure: dipende dall’inquinamento dell’atmosfera terrestre che rifrange i raggi solari radenti e dall’attività del Sole. La luminosità residua si valuta sulla “Scala Danjon”, che risale al 1920 e ha cinque gradi: 0 corrisponde all’eclisse più scura, che rende la Luna quasi invisibile, 1 a una colorazione grigiastra, 2 a un colore rosso scuro con una zona più nera al centro, 3 a un colore rosso mattone con contorni giallastri e 4 a una eclisse molto chiara, color arancione.

Il primo astronomo a stimare con una certa precisione la luminosità residua della Luna eclissata fu John Herschel (figlio di William, lo scopritore del pianeta Urano), in Sud Africa, nel 1836. La pubblicazione dei dati avvenne però solo nel 1874. L’astronomo inglese aveva escogitato un sistema alquanto ingegnoso per compiere questa misurazione indubbiamente piuttosto difficile: con una lente convergente formava una immagine puntiforme della Luna in eclisse e la confrontava con la luminosità di stelle dalla magnitudine ben conosciuta.

Durante l’eclisse la temperatura sulla superficie del nostro satellite cambia bruscamente, passando da +130 °C a -100. Lo sbalzo termico a volte, ma molto raramente, provoca fenomeni di luminescenza osservabili o la fuoriuscita di gas da crepacci. Sarebbe molto interessante, poi, vedere il lampo di una meteorite che cade sulla Luna eclissata, ma le probabilità di fare una osservazione del genere sono davvero minime.

 

(Punto d'incontro / La Stampa.it)