Il Natale di Bocelli
Il Natale di Bocelli
Presentato il nuovo album “My Christmas”.
20
novembre 2009. - Natale a casa Bocelli. La villa del tenore in
Versilia è già addobbata per il Natale. Alberi con la neve finta,
decorazioni dorate e il tenore al piano che improvvisa classici
di Natale. L’occasione è la presentazione di “My Christmas”,
raccolta di canzoni sul tema. Che oggi è arrivata al numero due
(dietro Bon Jovi) della classifica di vendita americana. «La
casa è così da mesi - ride -. Da quando eravamo qui a
registrare. Volevamo calarci nell’atmosfera anche se era
agosto».
DUETTI TRA STAR - Fra i duetti del cd anche Natalie Cole e Mary J Blige: «Quando chiama un grande direttore d’orchestra nella classica tutti rispondono sì. Nel pop accade quando chiama David Foster (produttore dell’album che ha lavorato con Celine Dion, Whitney Houston, Barbra Streisand ndr). E’ la diplomazia discografica», spiega. La scelta del disco di Natale? «Nella lirica c’è un confronto continuo fra le voci, perché attingiamo dallo stesso repertorio. I classici delle feste sono uno dei rari casi di confronto nel pop e penso agli album di Sinatra, della Dion e di tanti altri. La canzone che preferisco è Tu scendi dalle stelle: quando ero bambino se il prete non la faceva ci rimanevo male».
«SUL CROCIFISSO? UNA PROVOCAZIONE» - Sabato Bocelli incontrerà Benedetto XVI nella Cappella Sistina, assieme ad altri 250 stelle dell’arte italiana. Che ne pensa del divieto al crocifisso nelle scuole, imposto dala Corte di Strasburgo? «Credo sia una provocazione. Siamo un Stato libero le cui tradizioni, cultura e religione vanno rispettate. Non mi piace l’idea che si tolga qualcosa, è la logica dell’essere contro», precisa.
SANREMO - E Sanremo? Lo vorrebbero fra gli otto big che si esibiranno la sera del giovedì, quella in cui verrà celebrata la leggenda del Festival. «Non so ancora nulla. Nel caso mi piacerebbe fare Ancora di Eduardo De Crescenzo. Mi ricordo quando lui la portò. Era un momento morto della creatività italiana e quel brano mi colpì per l’arrangiamento e per la voce”. Bocelli è tornato questa mattina dagli Stati Uniti dove è stato ospite della regina dei talk Oprah Winfrey, a dicembre ci tornerà per un tour e a marzo gli verrà dedicata una stella sulla Walk of Fame di Hollywood. Il tenore è uno dei simboli del made in Italy. E non è d’accordo con chi vede offuscata l’immagine del nostro Paese all’estero: «La mia carriera va verso i 20 anni e mi sembra anzi di poter dire che qualcosa sia migliorato. Non è giusto giudicarci severamente per problemi che dipendono da una frangia della popolazione, come la mafia. L’Italia è simbolo di eccellenza in campi magari frivoli come la moda, ma per chi ha studiato resta la culla dell’arte e della cultura». E del bel canto. Grazie anche a Bocelli.
(corriere.it / Andrea Laffranchi)