La vita ricomincia in Rete
La vita ricomincia in Rete
Secondo uno dei fondatori di Myspace, le chat sono superate.
Diventeremo avatar interattivi.
27 dicembre 2009. - Il futuro di Internet passa attraverso il social networking di terza generazione e le realtà virtuali dei nuovi Avatar». Brad Greenspan, imprenditore americano della rete e uno dei fondatori di MySpace, racconta i suo progetti per il web del nuovo decennio mentre per il mondo reale scommette sulla tecnologia al servizio dell’ambiente.
Cosa ci riserva il panorama Internet per il nuovo anno?
«Una trasformazione e un potenziamento del ruolo dei social network destinato a cambiare il web e l’interazione tra gli utenti e la rete».
Vuol dire che MySpace e Facebook saranno strumenti obsoleti?
«Saranno superati da una nuova generazione di canali di comunicazione come l’Interactive Live Video, una piattaforma con cui interagire anche fisicamente e in tempo reale».
Cosa intende esattamente?
«Alla fine del 2008 ho inaugurato quella che considero la prima vera piattaforma di social network sul sito web LiveVideo.com, un dominio acquistato nel 2007 per 10 mila dollari. È un sistema che consente agli utenti di fare live shows e live chat collegandosi con tante persone contemporaneamente e visualizzandole sullo schermo. La grande innovazione del 2010 sarà l’applicazione della tecnologia “interactive”, un sistema che consente di integrare tutte le funzioni audio e video e interagire contestualmente con gli altri utenti rivolgendosi a un mercato di massa».
Intende dire uno YouTube in versione live?
«Ancora meglio, perché la versione 2.0 di Live Video diventerà un luogo di incontro virtuale dove le persone potranno interagire anche fisicamente. Le potenzialità sono incredibili: può essere utilizzata per lezioni, seminari, spettacoli, giochi e laboratori, diventando allo stesso tempo un enorme motore di ricerca live».
Quindi il social networking sarà il grande protagonista di Internet?
«Certo, ma non il solo. Dal prossimo anno partirà anche la conquista del web da parte del nuovo mondo virtuale, della dimensione parallela, degli Avatar di nuova generazione».
Sta parlando di un’altra vita oltre Second Life?
«Con LiveUniverse, la società che guido, stiamo per lanciare LivePlace.com: la nuova generazione del mondo virtuale. È un progetto sviluppato con Jules Orbach, fondatore di Otoy, il primo che ha creduto in questa iniziativa su cui abbiamo investito appena 150 mila dollari nel 2005. Abbiamo lavorato in sordina per anni e saremo in grado di presentarlo entro tre mesi».
Ci anticipa qualche applicazione?
«Una piattaforma-utente che permetterà a società come Electronic Arts di distribuire i propri giochi elettronici e renderli utilizzabili senza dover avere X-Box o PlayStation e in dimensione nuova, quasi vivendoci dentro».
Ma non di solo Internet si vivrà nel prossimo decennio.
«Diciamo che Internet e la tecnologia saranno al servizio dell’ambiente, come dimostra Draths Corp, il miglior investimento da me fatto dopo il periodo grigio della svendita di MySpace. Mentre tutti erano impegnati a partorire nuove idee per Internet, io ho deciso di scommettere su due scienziati della Michigan State University, mettendo le mie conoscenze del web al loro servizio assieme a un investimento di un milione di dollari. Oggi Draths Corp. è divenuta una società leader nello sviluppo di tecnologie pulite, con un valore di mercato di oltre 16 milioni di dollari».
A cosa serve una tecnologia pulita?
«Nel nostro caso abbiamo nove brevetti, ognuno dei quali necessario per produrre materiali verdi, ovvero realizzati senza impiego di petrolio e derivati, e destinati a sostituire prodotti di larghissimo consumo oggi presenti sul mercato. Uno di questi è il nostro supernylon verde, la cui convenienza economica regge sino a un valore del barile di 40 dollari».
Tecnologie pulite e hi-tech: si ispira a Barack Obama o è il contrario?
«È solo buon senso. Il presidente sta andando nella direzione giusta, la strada è in salita ma quest’anno ci sarà riscatto. Non escludo tuttavia che qualche spunto glielo posso aver dato».
Chi guiderà il riscatto?
«L’imprenditoria creativa, quella che guida l’integrazione dei know-how di biologia, chimica, ambiente e tecnologia per dar vita a grandi innovazioni. Penso appunto alle tecnologie pulite e rinnovabili, ma anche a tutte le forme della piccola e media imprenditoria innovativa che contribuiranno a modellare un nuovo corso nella crescita del Paese».
Ma l’America sarà sempre forte come un tempo?
«Sarà diversa, ma a chi parla di tramonto degli States ricordo che siamo sempre la patria di Hollywood».
Da uomo d’affari qual è il suo augurio per il 2010?
«Di poter dare lavoro a tante persone, specie a quei giovani intraprendenti costretti per troppo tempo a stare a casa».
(laStampa.it)