28 febbraio 2008. - Chief Engineer del Data Management System dello Space Telescope Science Institute (STScI) di Baltimore, MD, Alberto Conti la scorsa settimana ha tenuto una presentazione dal titolo "Google Sky: Explore our Universe through the eyes of Hubble" all’Ambasciata italiana di Washington.
"GoogleSky" è un software nato da una idea originaria di Conti e da lui sviluppato in collaborazione con Carol Christian, (anche essa ricercatrice presso il STScI) e con Google.
Così come "Google Earth" ha modificato il modo in cui ciascuno di noi può guardare il nostro pianeta, "Google Sky", utilizzando la tecnologia di Google Earth, apre una finestra sull’Universo in cui viviamo mettendo a disposizione di noi tutti le migliaia di immagini raccolte dal telescopio Spaziale Hubble e da numerosi telescopi terrestri.
"Google Sky", dunque, permette di avere sotto gli occhi una "carta geografica" dell’universo, una mappa che spazia dai pianeti più vicini fino alle galassie distanti da noi milioni di anni luce (la galassia più lontana fotografata da Hubble dista da noi oltre tredici miliardi di anni luce).
Hubble è il telescopio spaziale, nato da una collaborazione tra la NASA e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) lanciato nell’Aprile del 1990. Orbitando a circa 570 km dalla superficie terrestre, il telescopio compie una rivoluzione intorno alla Terra ogni 97 minuti (viaggia cioè ad una velocità di circa 27.000 km/ora). Hubble mediante uno specchio del diametro di 2,4 metri raccoglie la luce proveniente da stelle e galassie e la registra tramite l’uso di una serie di sofisticate macchine fotografiche. I dati così raccolti vengono poi elaborati a terra da scienziati e ricercatori. (aise)
