Modifiche al voto
per gli italiani all'estero
Soddisfazione del CGIE.

Elio Carozza, segretario generale del CGIE.15 febbraio 2008. - Il Vice Ministro Danieli, che ha partecipato ieri al Consiglio dei Ministri nel quale si è discusso e approvato il testo del Decreto Legge contenente norme riguardanti le prossime elezioni politiche sia in Italia che all’estero, ha reso note le principali innovazioni apportate alle modalità di esercizio del voto per gli italiani all’estero. Alcune novità importanti vi sono state, come l’invio del plico elettorale con sistemi di posta raccomandata, l’eliminazione dal plico di materiale ridondante, l’elevazione da tre a sei dei magistrati componenti il costituendo ufficio centrale per la circoscrizione estero o la diminuzione da 5000 a un minimo di 2000 e un massimo di 3000 elettori per seggio elettorale.

Richieste di semplificazione che erano state domandate nelle settimane scorse dal CGIE, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

Abbiamo chiesto a Elio Carozza Segretario Generale del CGIE di commentare, a poche ore dall’emanazione, questo provvedimento. “Il decreto ha recepito delle questioni che vanno a migliorare il sistema procedurale. Alcune di esse sono piuttosto rilevanti anche se sembrano soltanto delle questioni tecniche. In realtà non vedere nel plico materiale che non serve all’atto pratico delle votazioni non può che aiutare e diviene una vera e propria semplificazione del plico elettorale.”

La spedizione del plico elettorale tramite la normale posta aveva scatenato diverse contestazioni alle scorse elezioni, pacchi mai arrivati, arrivati in ritardo, aperti e tutta una serie di conseguenze.. “la nuova norma che introduce un criterio più chiaro stabilisce che i mezzi di posta sicura come la raccomandata. Questa è una cosa buona, certo la certezza della ricezione del plico elettorale dipende sempre dal paese”, ha detto Carozza.

Nuovi provvedimenti anche per i seggi elettorali. “La riduzione fa fronte al caos per lo spoglio, caos che si era creato l’altra volta. Se pensiamo che in Italia i seggi sono al massimo di 1000 persone, vediamo che qui sono ancora almeno il doppio, ma già così permette di organizzarsi meglio e ridurre la possibilità di errori, quindi di contestazioni e ricorsi. Anche il provvedimento che ha aumentato il numero dei magistrati dell’ufficio centrale e della corte d’appello vanno nel senso di una maggiore attenzione alla limpidezza del voto”.

Il decreto approvato oggi regola inoltre l’esercizio del voto all’estero per alcune categorie di cittadini temporaneamente residenti fuori dall’Italia. In particolare, le tre categorie di connazionali già individuate in occasione della passata tornata elettorale, cioè i dipendenti delle Amministrazioni pubbliche centrali, i militari in missione di pace e i professori o ricercatori universitari, che continueranno a votare all’estero, ma per i candidati delle circoscrizioni nazionali di riferimento.

Si formano quindi due diverse tipologie di voto, quasi un duplice sitema… “Non direi che si tratta di un duplice sistema – ha specificato Carozza -. Il personale diplomatico e quello degli istituti di cultura voteranno a Roma, l’azione mi sembra appropriata. Per i militari mi sembra che abbiano tenuto conto della provenienza dei reparti. Avrebbero potuto pensare a qualcosa di diverso, immaginare una ripartizione diversa, ma ciò avrebbe avuto un grande impatto sull’organizzazione”.

Alla fine quindi il provvedimento appare positivo e andare nel senso di una semplificazione del voto e di una sua maggiore sicurezza. Il segretario del CGIE lo accoglie quindi nel suo complesso piuttosto positivamente: “Certo con più tempo e riflessione si sarebbe potuto fare ancora meglio, si sarebbe potuto fare recepire qualcosa di più sul sistema dello spoglio, per esempio, ma con i tempi stretti di meglio non si è potuto fare. È un ottimo segnale questo provvedimento. All’estero si vota quindici giorni prima che in Italia e c’era bisogno di mettere in moto la macchina prima”.


(News ITALIA PRESS)