10 giugno 2012 - Nel 1861 gli italiani residenti fuori dai confini non erano più di 100.000.

A partire dal 1870 la situazione si capovolse. Fino al termine del secolo, in circa trent’anni emigrarono oltre mezzo milione d’italiani, diretti verso i paesi europei ma anche verso le due Americhe. Fu un esodo che  svuotò molti paesi, lasciando una scia sterminata di sofferenza e di disperazione.

La causa principale viene identificata nella crisi gravissima, che afflisse per decenni le regioni agricole del Nord Italia.

L'esodo continua fino al 1914, inizio della I Guerra Mondiale, con un costante aumento.

L'immigrazione agli Stati Uniti si riduce per l’introduzione di una misura restrittiva per l'immigrazione, di conseguenza aumenta l'immigrazione europea, soprattutto verso la Francia. Tra il 1927 e il 1939 emigrarono dall’ Italia oltre 700 mila persone, con una prevalenza assoluta verso la Germania.

Con la fine della II Guerra Mondiale si apre il quarto periodo dell'emigrazione italiana in Europa.

Non si hanno dati precisi sulla presenza dei primi italiani in Messico. Fra i primi immigranti pero, si distinsero in modo particolare i gesuiti, per la loro azione missionaria nelle zone settentrionali della Nuova Spagna, nei secoli XVII e XVIII, fino all'espulsione della Compagnia, nel 1867, per decreto di re Carlo III.

Nel 1850 nacque la prima Società Italiana di Beneficenza in Messico.

Nel 1848 veniva aperto a Veracruz il primo consolato sardo, qualche anno dopo seguivano quelli di Tampico e della capitale.

I dati ricavati da documenti sparsi in diversi archivi ci indicano che gli italiani presenti in Messico quando nacque la Società di Beneficenza erano poco più di 90 sparsi in tutto il paese.
 

FAMIGLIA CAUDURO: AZCAPOTZALCO, LA TERRA PROMESSA

Nel veneto di 130 fa, nel 1880, dopo l’unità d’Italia cominciava a svilupparsi un grande problema sociale, una grave crisi nel settore agricolo. A conseguenza di questa crisi, il frutto del lavoro dei contadini non era più sufficiente per coprire le necessità basiche, cioè cibo, abbigliamento e medicine. Questa vita miserabile obbligava i capi famiglia a cercare un futuro migliore in altri paesi. Inizia così l’emigrazione transoceanica che porta la famiglia Cauduro a Città del Messico nel 1872.

Maria Cauduro di 48 anni, una donna molto coraggiosa, trevigiana, di Volpago del Montello, vedova e madre di 6 figli (Agostina di 21 anni, Giuseppe di 19 anni, Giovanni di 16 anni, Teresa di 12 anni, Carolina di 11 anni e Luigia di 9 anni) decide di cercare una vita migliore per la sua famiglia all’estero. Il 28 gennaio 1882, il piroscafo “Messico” battente bandiera italiana, li porta a Veracruz il 24 febbraio dello stesso anno.

La famiglia Cauduro inizia la sua nuova vita a Città del Messico andando ad abitare in una delle tante “vecindades” nel centro della città. Agostina, Giuseppe e Giovani, per aiutare la famiglia, devono iniziare a lavorare ed imparare la lingua. Agostina comincia a lavorare come domestica, poi come commessa e i fratelli, Giuseppe e Giovanni trovano lavoro presso il bowling dell’ippodromo di Peralvillo, come inservienti.

Nel 1892, dieci anni dopo il loro arrivo, la situazione economica della famiglia inizia a migliorare. Le quattro figlie si sposano. Agostina con un connazionale, Teresa con un messicano funzionario del governo, Carolina con un italiano, proprietario di un albergo e di un ristorante. Anche Giuseppe si sposa con un’italiana e diventa calzolaio nella colonia agricola italiana di Aldana presso il municipio di Azcapotzalco.

Rimangono celibi Luigia e Giovanni, lei è casalinga e lui lavora con uno spagnolo, proprietario di un ristorante nel centro della città e impara come si deve amministrare un’attività commerciale. La mamma Maria muore nel 1892 a conseguenza di un’epidemia di tifo che colpisce l’intera città.

Alla fine del XIX sec. (1894-1900) Giovanni si sposa con una messicana, Adela Beccarelli, di origini italiane, e Luigia con un italiano, Andrea Zerboni. Giuseppe e Giovanni insieme al cognato Andrea decidono di cercare fortuna nel municipio di Azcapotzalco. Dapprima prendono in affitto una terra per creare una fattoria produttrice di latte e foraggio e con l’arrivo del successo possono comprare a credito la fattoria, creando così un solido punto di partenza per uno sviluppo economico familiare.
 

EMIGRAZIONE

L'emigrazione: è il fenomeno sociale per cui singoli individui o gruppi di persone abbandonano il proprio luogo d’origine per trasferirsi verso un luogo ritenuto migliore, di solito alla ricerca di lavoro. Tale fenomeno può essere legato a cause ambientali, economiche e sociali, spesso tra loro intrecciate.
 

CONCLUSIONI

L'emigrazione è un fenomeno socioculturale che ha origine fin dai tempi dell'uomo preistorico. C’è una ragione in comune con l’emigrazione moderna, cioè la ricerca di migliori condizioni di vita. Possiamo parlare per esempio delle migrazioni più recenti attraverso la storia dell’umanità; l'ebraica, la tedesca dopo la Seconda Guerra Mondiale, la cubana dopo la rivoluzione, la messicana verso gli Stati Uniti, ecc.

Ma un’emigrazione importante è stata quella italiana, iniziata nel XIX secolo che ha coinvolto almeno 12 milioni di persone. Queste sono arrivate sopratutto negli Stati Uniti ma anche in Argentina, in Messico, in Venezuela e in Brasile.

Nonostante tutti gli aspetti negativi che questa diaspora ha rappresentato nello sviluppo recente dell'umanità, ha apportato uno scambio culturale positivo, ma anche una crescita economica tanto per il loro paese natale come per il paese dove sono approdati.

Giovanni Cauduro / Adela Beccarelli
Fattoria San Sebastián
50 000 metri quadrati
Affittata non comprata
Produzione: latte / foraggio

Fattoria Santa Lucia
35 000 metri quadrati
Comprata a credito
Produzione: latte

Fattoria Garciaco
25 000 metri quadrati
Comprata a credito
Produzione: foraggio

Giuseppe Cauduro / Eliza Zanatta
Fattoria Azpeitia
30 000 metri quadrati
Affittata non comprata
Produzione: latte / foraggio

Fattoria Santa Teresa
80 000 metri quadrati
Comprata a credito
Produzione: latte / foraggio

Andrea Zerboni / Luigia Cauduro
Fattoria La quemada
70 000 metri quadrati
Prima Affittata / poi comprata
Produzione: latte / foraggio

Fattoria San Alvaro
20 000 metri quadrati
Comprata
Produzione: foraggio

Nel 1910 quando comincia la rivoluzione, le fattorie proprietà della famiglia CAUDURO erano tre:

Santa Lucia (Giovanni)
Garciaco (Giovanni)
Santa Teresa (Guiseppe)

Durante questa guerra data la mancanza di cibo, i fratelli CAUDURO dovevano dare in modo gratuito foraggio, agnelli e mucche, tanto all’esercito come ai rivoluzionari.

Dopo la rivoluzione e con le nuove leggi nel settore agricolo, cominciarono a frazionare le fattorie e vendere una parte della terra. Per non avere problemi con le nuove leggi.

Verso 1925, i fratelli Giovanni Luigia e Carolina ritornarono nel loro paese Selva di Volpago del Montello dopo 43 anni dalla loro partenza, il biglietto del piroscafo questa volta fu di prima classe.

 

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10 de junio de 2012 - En el año 1861, los italianos que vivían fuera de su país no eran más de 100 mil.

A partir del año 1870 la situación da un vuelco. Al final del término del siglo XVIII, en cerca de 30 años, emigraron otro medio millón de italianos, principalmente hacia los países europeos aunque también en America del Norte y del Sur. Ha sido una especie de éxodo que ha dejado vacíos tantos países, dejando una estela de sufrimiento y desesperación.

La causa principal viene identificada de la grave crisis económica, que ha sufrido por decenas de años las regiones agrícolas del norte de Italia.

El éxodo continúa hasta el final de 1914, en el inicio de la primera guerra mundial, con un aumento constante. La inmigración a los Estados Unidos se reduce por la introducción de una medida restrictiva para la inmigración, y en consecuencia aumenta la migración a otros países de Europa, sobretodo hacia Francia. Entre los años 1927 y 1939 emigraron de Italia otras 700 mil personas, con un mayor predominio hacia Alemania.

Con el fin de la segunda guerra mundial e abre el cuarto período de la inmigración Italiana en Europa.

No se tienen datos precisos acerca de la presencia de los primeros italianos en México. Tras los primeros inmigrantes se extendieron en modo particular los jesuitas, debido a las acciones misioneras en la zona septentrional de la Nueva España, en los siglos XVII y XVIII, hasta la expulsión de la compañía, en el año 1767, por decreto del rey Carlos III.

En el año 1950 nace la primera sociedad Italiana de beneficencia en México.

En el año 1848 fue abierto el primer consulado Sardo en Veracruz, después siguieron otros como en Tampico y la capital.

Los datos recabados de documentos dispersos en diversos archivos nos indican que los italianos presentes en México cuando nace la sociedad de beneficencia eran poco más de 90 dispersos en todo el país.


FAMILIA CAUDURO: AZCAPOZALCO, LA TIERRA PROMETIDA

En el Veneto de hace 130 años, en 1880, después de la unidad de Italia empezaba a desarrollarse un gran problema, una grave crisis en el sector agrícola. A consecuencia de esta crisis, el producto del trabajo de los campesinos no era suficiente para cubrir las necesidades básicas, es decir comida, vestimenta y medicinas.

Esta vida miserable obligaba a los jefes de familia a buscar un futuro mejor en otros paises. Empieza así la migración transoceánica que lleva a la familia Cauduro a la Ciudad de México en 1872.

Maria Cauduro de 48 años, una mujer muy valiente, de Treviso, Volpago del Montello, viuda y madre de 6 hijos (Agostina de 21 años, Giuseppe de 19, Giovanni de 16, Teresa de 12, Carolina de 11 y Luigia de 9) decide buscar una vida mejor para su familia en el extranjero. El 28 de enero de 1882, el vapor “México” con bandera italiana, los lleva a Veracruz el 24 de febrero del mismo año.

La familia Cauduro inicia su nueva vida en la Ciudad de México, habitando en una de las tantas vecindades en el centro de la ciudad. Agostina, Giuseppe y Giovanni, para ayudar en los gastos familiares, comenzaron a trabajar y a aprender el idioma español. Agostina inicia como empleada doméstica y después como empleada en un comercio y los hermanos encontraron trabajo en el boliche del hipódromo de Peralvillo, realizando diversas actividades tales como lavaplatos, meseros, etc.

En 1892, diez años después de su llegada, comienza a mejorar la situación económica de la familia.

Ya se han casado cuatro hijos. Agostina con un connacional, Teresa con un funcionario del gobierno mexicano, Carolina con un italiano dueño de un hotel y de un restaurante. También Giuseppe se casa con una italiana y llega a ser zapatero en la colonia agrícola italiana de Aldana, junto al municipio de Azcapozalco.

Permanecen solteros Luigia e Giovanni, ella es ama de casa y el trabaja con un español dueño de un restaurante en el centro de la ciudad y aprende a administrar un negocio. La mamá Maria muere en 1892 a consecuencia de una epidemia de tifo que afecta a toda la ciudad.

Al finalizar el siglo XIX (1894-1900) Giovanni se casa con una mexicana, Adela Beccarelli, de origen italiano, y Luigia con un italiano, Andrea Zerboni. Giuseppe y Giovanni, junto con el cuñado Andrea, deciden buscar fortuna en el municipio de Azcapozalco. Primero rentan un terreno para crear una fábrica productora de leche y forraje y, con el éxito obtenido, la compran a crédito, creando así un sólido punto de inicio de desarrollo económico familiar.


CONCLUSIONES

La emigración es un fenómeno sociocultural que tiene su origen desde los tiempos del hombre prehistórico. Existe una motivo en común, la búsqueda de mejores condiciones de vida. Podemos hablar por ejemplo de las migraciones más recientes a través de la historia de la humanidad, la hebréa, la alemana, después de la Segunda Guerra Mundial, la cubana después de la Revolución, la mexicana hacia Estados Unidos, etc.

Pero una emigración importante fue la italiana, iniciada en el siglo XIX que ha involucrado al menos 12 millones de personas. Éstas llegaron sobre todo a Estados Unidos y también a Argentina, México, Venezuela y Brasil.

A pesar de todos los aspectos negativos que esta dispersión ha representado en el reciente desarrollo de la humanidad, también ha aportado un intercambio cultural positivo y un crecimiento económico tanto para el país natal (de origen) como para el país en donde llegaron (destino).

Giovanni Cauduro / Adela Beccarelli
Rancho San Sebastián
50 000 metros cuadrados
Rentada No comprada
Producción: leche / forraje

Rancho Santa Lucia
35 000 metros cuadrados
Comprada a crédito
Producción: leche

Rancho Garciaco
25 000 metros cuadros
Comprada a crédito
Producción: forraje

Giuseppe Cauduro / Eliza Zanatta
Rancho Azpeitia
30 000 metros cuadrados
Rentada no comprada
Producción: leche / forraje

Rancho Santa Teresa
80 000 metros cuadrados
Comprada a crédito
Producción: leche / forraje

Andrea Zerboni / Luigia Cauduro
Rancho La quemada
70 000 metros cuadrados
Primero rentado / después comprado
Producción: leche / forraje

Rancho San Alvaro
20 000 metros cuadrados
Comprada
Producción: forraje

En el año 1910 al inicio de la revolución, los ranchos propiedad de la familia CAUDURO eran tres:

Santa Lucia (Giovanni)
Garciaco (Giovanni)
Santa Teresa (Guiseppe)

Debido a la falta de alimentos durante la guerra, los hermanos Cauduro se vieron obligados a dar tanto al ejército federal como a los revolucionarios forraje, borregos y vacas.

Después de la revolución y con las nuevas leyes del sector agrícola, comenzaron a fraccionar parte de los ranchos y vender terrenos, para no tener problemas con las leyes plasmadas en la constitución de 1917.

Alrededor de 1925, los hermanos Giovanni, Luigia y Carolina regresaron a su lugar de origen Selva de Volpago del Montello después de 43 años de haber emigrado. En esta ocasión el boleto del vapor fue de primera clase.

 

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